Petizione per video conferenze sicure e potenti in formazione e ricerca


La raccolta di firme è terminata. La petizione è stata presentata il 14 gennaio 2021.


Gentile Swissuniversities

in vista dell’attuale e del probabile continuo uso dell’insegnamento online a causa della pandemia di Covid-19, i promotori dell’iniziativa chiedono a Swissuniversities di commissionare la realizzazione o il perfezionamento di una già esistente piattaforma di videoconferenze ad alto rendimento e open source che sia ospitata su server svizzeri, in grado di garantire la migliore protezione possibile della sfera privata.

Questa piattaforma di videoconferenze dovrebbe diventare il modello standard per le scuole universitarie professionali e le università svizzere ma dovrebbe anche essere messa gratuitamente a disposizione delle scuole dell’obbligo, dell’amministrazione e, possibilmente, di tutti gli interessati.

Contesto, strategia, vantaggi e requisiti più in basso.

Gli firmatari

580 Maurus G. St. gallen
579 Simon K. St. Gallen
578 lynn k. 9008 st. gallen hslu
577 Viviana Z. St. Gallen Verwaltung Kanton St. Gallen
576 Linus R. Zurich UZH
575 Dr Jung Kyu C. Horw HSLU
574 Bettina R. St. Margrethen
573 Mrs Myriel R. 8004 Zürich Schulsozialarbeit Blumenfeld
572 Moritz B. Zürich ETH Zürich
571 Dr. Stephan R. 4051 Basel Gymnasium Leonhard
570 Dr. Joakim R. Zürich ScopeM, ETH Zürich
569 Dr Ursina M. Zürich ETH Zürich
568 Manuel M. Zurich
567 Elisa F. St Gallen Architetto
566 Dr. Sandra B. Laupen Universität Bern

Contesto

Quando la Svizzera nel marzo 2020 sospese l’insegnamento in presenza, dovette garantire in breve tempo la possibilità dell’insegnamento online tramite videoconferenza. La maggior parte delle università acquistò le licenze per il programma Zoom. Vennero inoltre utilizzati altri provider, come Microsoft Skype, Microsoft Teams, Cisco Webex, Apple FaceTime, Google Meet, Adobe Connect o Jitsi Meet.

Riguardo ai prodotti delle aziende americane, si può supporre che i dati vengano filtrati dai servizi segreti e che le aziende stesse siano a loro volta interessate all’uso di dati e metadati per motivi commerciali. Specialmente Microsoft, Apple e Google offrono una varietà di software e servizi per uso privato e sono quindi in grado di collegare tali servizi all’offerta istituzionale, con il potenziale risultato di una sorveglianza quasi assoluta in grado di mettere a repentaglio anche la libertà di ricerca. Inoltre, rispetto a certe aziende sorgono ulteriori dubbi circa la sicurezza dei dati e della sfera privata.

Quando, nell’autunno del 2020, sulla base di una direttiva del Consiglio Federale l’insegnamento in presenza nelle università dovette nuovamente essere sospeso, non esisteva ancora un’alternativa a quella offerta dalle aziende commerciali statunitensi. Le piattaforme di videoconferenze ad alto rendimento non convincono dal punto di vista della protezione dei dati e le piattaforme più sicure non sono in grado di fornire le prestazioni necessarie.

Richiesta: una piattaforma svizzera di videoconferenze per l’istruzione e la ricerca

Alla luce di questa situazione i promotori dell’iniziativa chiedono a Swissuniversities di commissionare con grande urgenza (cioè a partire dal semestre primaverile 2021) la creazione o il perfezionamento di un’alternativa sicura e ad alto rendimento che sostituisca le numerose piattaforme già esistenti e diventi il modello standard per l’istruzione e la ricerca.

Questa alternativa deve essere messa a disposizione anche delle scuole dell’obbligo e dell’amministrazione. Possibilmente deve essere gratuita e a disposizione di tutti per l’avvio e la partecipazione a videoconferenze, così come per la gestione del proprio server (modello Jitsi Meet).

Strategia risolutiva

La strategia più efficiente in termini di costi e velocità di realizzazione sembra essere quella di selezionare fra le piattaforme di videoconferenze open source già esistenti quella più avanzata e sottoporla a un audit di sicurezza completo. Dopodiché devono essere messe a disposizione risorse umane e finanziarie per far fronte alle lacune di sicurezza e, se necessario, per sviluppare ulteriori funzioni.

Si può anche pensare di creare una piattaforma di videoconferenze completamente nuova. Tuttavia, difficilmente verrebbe realizzata in breve tempo e i costi potrebbero raggiungere i 5 milioni di franchi.

Vantaggi

Con un sistema gratuito, sicuro e open source ospitato in Svizzera è possibile risparmiare i costi di licenza per le numerose piattaforme di videoconferenze già esistenti. Poiché la nuova piattaforma è pensata per diventare il modello standard, il supporto diviene necessario solo per una singola piattaforma. La protezione della sfera privata e la sicurezza dei dati sono rispettate, il che dovrebbe ridurre il rischio di spionaggio sia nell’ambito industriale che nel campo della ricerca, così come garantire la sicurezza dei pazienti durante la discussione dei loro dossier medici. Inoltre, il sistema può essere messo a disposizione di altre parti interessate come scuole dell’obbligo, istituzioni amministrative e perfino enti culturali. Queste possono sia affittare un’infrastruttura di server, sia configurare il proprio server.

Requisiti indispensabili

Sulla base delle procedure messe in atto dalle aziende che attualmente producono piattaforme di videoconferenze e dell’esperienza di un semestre e mezzo di insegnamento a distanza, dovrebbero essere soddisfatti i seguenti requisiti:

  • Open source
  • Crittografia a 256 bit, quando possibile
  • Nessuna memorizzazione di dati di utilizzo, di indirizzi IP, ecc. a meno che non sia richiesto dalla legge
  • Compatibilità: Windows, macOS, Android, Linux
  • Alto rendimento (fino a 100–150 partecipanti)
  • Funzionamento con tutti i browser Internet correnti
  • Server ospitato in Svizzera
  • Idealmente non è necessario scaricare un’applicazione
  • Idealmente non è necessario effettuare un login o creare un account
  • Sessioni protette da password
  • Elevata facilità d’uso
  • Richiesta di inserimento del nome quando si accede a una riunione
  • Funzione lobby risp. di sala d’attesa (l’organizzatore ammette i partecipanti)
  • Condivisione dello schermo (incluso l’audio)
  • Breakout rooms o sale d’incontro (cioè suddivisione dei partecipanti ad una stessa sessione in sessioni separate)
  • Visibilità di chi parla quando lo schermo è condiviso
  • Funzione di chat integrata
  • Utilizzo gratuito
  • Possibilità di installare il proprio server

Requisiti non indispensabili

Le seguenti funzioni sono auspicabili ma hanno una priorità secondaria:

  • Sfocatura dello sfondo, sostituzione dello sfondo con un’immagine o un video
  • Funzione lavagna bianca: una lavagna digitale su cui è dato scrivere o disegnare
  • Possibilità di disegnare sullo schermo condiviso
  • Caricamento di file nella chat
  • Salvataggio di sessioni e password, cancellazione dopo sei mesi di inattività
  • Apertura di sessioni su server ospitati da università solo per i membri della rispettiva istituzione
  • Applicazione per l’utilizzo su dispositivi mobili (smartphone e tablet)
  • Funzione di chat privata (1:1) integrata